In un precedente articolo sull’analisi massiva dei dati avevamo descritto come fosse possibile utilizzare le risorse delle Google Cloud Platform (GCP) per workload sui dati. L’analisi dei dati contenuti nei database, il rendering di video o immagini 3D o qualsiasi altra attività ad ampio utilizzo di risorse come CPU e RAM richiede istanze di un determinato livello sulle piattaforme Cloud, sia che essa si chiami Google Cloud Platform sia Amazon Web Services.
Per comprendere come risparmiare grosse quantità di denaro ottimizzando il consumo di risorse su GCP analizziamo il seguente caso d’uso.
Abbiamo sviluppato una complessa Web Application e utilizziamo un’istanza Jenkins per fare il build e deploy automatico nel nostro cluster. Ciò avviene solo in risposta al push di codice su bitbucket, pertanto la nostra istanza di Jenkins per molto del suo tempo è inattiva ma ne viene comunque pagato il consumo. L’obiettivo che ci poniamo è quello di avere la nostra istanza Jenkins solo quando necessario, vale a dire al push del nostro codice.
Le istanze GCP hanno una grande possibilità, possono essere avviate e stoppate in qualsiasi momento mantenendo comunque il loro stato in termini di dati e risorse e permettendoci di pagare il consumo solo quando è avviata. Pertanto possiamo avere disponibili su GCP moltissime istanze in maniera gratuita e pagarne il consumo solo quando effettivamente le utilizziamo.
Fare l’avvio e lo stop manualmente dell’istanza è oneroso in termini di tempo, quindi abbiamo realizzato due possibili soluzioni:
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