Nel panorama sempre più complesso delle architetture a microservizi, garantire una comunicazione sicura, affidabile e osservabile tra i diversi componenti rappresenta una sfida fondamentale. I service mesh sono emersi come soluzione a questa problematica, offrendo un layer infrastrutturale dedicato alla gestione del traffico di rete. Tra questi, Istio si è affermato come uno dei progetti più maturi e adottati nel settore.
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Istio è un service mesh open source progettato per connettere, proteggere, controllare e osservare i microservizi. Sviluppato inizialmente da Google, IBM e Lyft nel 2017, Istio è ora un progetto CNCF graduated, che testimonia la sua maturità e adozione diffusa.
L’obiettivo principale di Istio è fornire un modo per gestire la comunicazione tra servizi indipendentemente dal codice dell’applicazione. Questo permette di implementare funzionalità critiche come:
L’unicità di Istio risiede nella sua capacità di fornire queste funzionalità in modo trasparente per le applicazioni, senza richiedere modifiche al codice.
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Il cuore dell’architettura tradizionale di Istio è il pattern sidecar. Ma cos’è esattamente un sidecar nel contesto di Istio?
Il sidecar è un container aggiuntivo che viene distribuito insieme al container principale dell’applicazione all’interno dello stesso pod Kubernetes. Questo container, basato sul proxy Envoy, intercetta tutto il traffico in entrata e in uscita dal container dell’applicazione.
Questo approccio basato su sidecar offre numerosi vantaggi:
Ma, nonostante i suoi evidenti vantaggi, il pattern sidecar presenta alcune sfide significative negli scenari moderni che ne possono limitarne l’adozione, in particolare:
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Per affrontare queste sfide, nel settembre 2022 è stata introdotta una nuova modalità operativa chiamata Istio Ambient, che offre un’architettura senza sidecar a due livelli:
Questa separazione permette di implementare solo le funzionalità necessarie per ciascuna applicazione, riducendo l’overhead complessivo. L’approccio Ambient offre significativi vantaggi:
In poche parole aggiungendo un layer si ottiene maggiore flessibilità e si ottimizzano le risorse.
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La scelta tra l’approccio tradizionale con sidecar e quello senza sidecar dipende da diversi fattori ma noi ci sentiamo di affermare che occorre propendere per l’adozione dell’approccio con Ambient laddove lo scenario preveda, come fondamentali, la semplicità operativa e la necessità di adozione incrementale del service mesh oltre ad una granularità in termini di sicurezza. Laddove invece si hanno chiare le specifiche di routing e resilienza e si voglia “blindare” la configurazione lato client, l’approccio tradizionale con sidecar diventa ideale.
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