Prendiamo spunto dall’analisi annuale svolta da Andy Pavlo, professore della Carnegie Mellon University, per indicarti qual’è lo stato dell’arte dei Database nel momento in cui scriviamo, febbraio 2025, in modo da comprendere l’evoluzione che hanno avuto e farti effettuare scelte consapevoli. Tutto questo nella considerazione che i database sono elementi strategici di qualsiasi applicazione e/o architettura e che pertanto è indispensabile analizzarli in un’ottica non solo di prestazioni ma anche di componenti soggette a logiche commerciali e finanziarie.
Il 2024 è stato un anno di trasformazioni significative nel settore dei database, caratterizzato da acquisizioni miliardarie, cambiamenti nelle licenze software e sviluppi tecnologici rivoluzionari. Analizziamo insieme i principali eventi che hanno plasmato il settore.
Un elemento decisamente importante dei Database è la loro licenza d’uso perchè ha un impatto determinante non solo sui costi operativi ma anche sulle possibilità di utilizzo e sfruttamento nell’ambito commerciale e per eventuali Proof of Concept(PoC).
Tutto il 2024 ha visto una serie di cambiamenti significativi nelle politiche di licenza dei principali database, evidenziando le crescenti tensioni tra vendor commerciali, cloud provider e comunità open source. Questi cambiamenti hanno profondamente influenzato il panorama tecnologico e le scelte strategiche delle aziende.
Redis ha fatto parlare molto di sé con una mossa che ha scosso l’intera comunità. L’azienda ha deciso di modificare radicalmente la sua strategia di licensing, passando dalla tradizionale licenza BSD-3, molto permissiva, a un modello dual-license più restrittivo. Questa nuova struttura comprende la Redis Source Available License e la Server Side Public License (SSPL) di MongoDB.
La decisione è stata annunciata contemporaneamente all’acquisizione di Speedb, un fork open-source di RocksDB, dimostrando la chiara intenzione dell’azienda di consolidare il proprio controllo sull’ecosistema Redis. La reazione della comunità è stata immediata e significativa: nel giro di una settimana sono nati due fork principali, Valkey e Redict, basati sul codice originale BSD-3. Valkey, in particolare, ha guadagnato rapidamente trazione, essendo stato sviluppato inizialmente da Amazon e successivamente supportato da ingegneri di Google e Oracle.
La situazione si è ulteriormente complicata quando Redis ha iniziato ad esercitare un controllo più stringente sul proprio marchio, arrivando a rivendicare la proprietà di estensioni open-source. Questo ha portato a ulteriori tensioni con la comunità degli sviluppatori.
In sintesi: La comunità ha reagito negativamente al cambio di licenza Redis, dimostrando come la gestione delle licenze open-source sia un tema delicato che può influenzare significativamente il successo di un prodotto.
Anche Elastic ha fatto notizia con una decisione sorprendente. Dopo aver adottato nel 2021 un modello dual-license composto dalla Elastic License e dalla SSPL di MongoDB, l’azienda ha fatto marcia indietro nel 2024, tornando a una licenza AGPL. Questa mossa è stata interpretata come una risposta alla crescente pressione del mercato e alla competizione con Amazon OpenSearch.
La risposta di Amazon non si è fatta attendere: il colosso dell’e-commerce ha annunciato il trasferimento della proprietà del progetto OpenSearch alla Linux Foundation, rafforzando così il suo posizionamento come alternativa completamente open source a Elasticsearch.
In sintesi: Le dinamiche tra vendor di database e cloud provider continuano a evolversi, con la comunità open-source che gioca un ruolo sempre più importante.
Come Glue Labs ti consigliamo, se la tua architettura lo permette, di sfruttare Cloud Service, come Memorystore di Google Cloud, per svincolarti dalle logiche della licenza d’uso, massimizzare la compatibilità dei formati, essere pronto a qualsiasi integrazione e cambiamento in tempi rapidissimi.
Il 2024 ha visto l’intensificarsi della rivalità tra Databricks e Snowflake, che si è estesa ben oltre la tradizionale competizione sulle performance dei database. Questa battaglia si è trasformata in una vera e propria competizione su più fronti, coinvolgendo intelligenza artificiale, cataloghi dati e strategie di mercato.
A marzo 2024, Databricks ha fatto la prima mossa lanciando DBRX, un impressionante modello linguistico con 132 miliardi di parametri, sviluppato con un investimento di 10 milioni di dollari dal team Mosaic, acquisito nel 2023 per 1,3 miliardi. La risposta di Snowflake è stata ancora più ambiziosa: il lancio di Arctic, un modello con 480 miliardi di parametri, sviluppato con soli 2 milioni di dollari e ottimizzato specificamente per task enterprise come la generazione SQL.
Il confronto si è poi spostato sul terreno dei cataloghi dati. Mentre Snowflake stava per concludere l’acquisizione di Tabular per 600 milioni di dollari, Databricks è intervenuta acquisendo l’azienda per 2 miliardi. La tempistica dell’annuncio è stata particolarmente significativa, coincidendo con il keynote del CEO di Snowflake durante il quale stava presentando il nuovo servizio open-source Polaris.
Databricks ha poi ulteriormente alzato la posta rendendo open-source il proprio Unity Catalog la settimana successiva, dimostrando una chiara strategia di dominanza nel settore dei cataloghi dati.
Questa competizione ha portato a innovazioni significative nel settore, con benefici tangibili per gli utenti finali. Le aziende non competono più solo sulla velocità di esecuzione delle query, ma su un ecosistema completo di strumenti e funzionalità che includono:
In sintesi: La competizione nel settore si sta spostando dall’ottimizzazione delle performance all’integrazione di funzionalità AI e gestione dati avanzata.
In questo caso, gli utenti beneficiano di questa competizione commerciale attraverso il rilascio continuo di nuove funzionalità, l’abbassamento dei costi ed il miglioramento delle performance. Come Glue Labs non evidenziamo particolari rischi nel prossimo futuro per gli utilizzatori di Databricks o Snowflake.
Amazon ha lanciato Aurora DSQL, introducendo un sistema “Spanner-like” che promette di rivoluzionare la gestione dei database distribuiti. Per le aziende, questo significa la possibilità di gestire carichi di lavoro globali con una consistenza garantita, particolarmente rilevante per organizzazioni con operazioni multi-regionali.
CedarDB ha fatto il suo ingresso nel mercato, portando con sé l’eredità dell’avanzato sistema Umbra. Questa novità offre alle imprese prestazioni superiori per query analitiche complesse, rappresentando un’alternativa interessante per chi necessita di analisi dati ad alte prestazioni.
Google BigTable ha finalmente abbracciato il supporto SQL, segnando la fine definitiva dell’era NoSQL pura. Questo cambiamento semplifica notevolmente l’adozione di Bigtable per le aziende che dispongono già di competenze SQL interne.
Microsoft ha presentato Garnet, il successore di FASTER, con compatibilità Redis e supporto per database più grandi della memoria disponibile. Per gli utenti, questo significa un’alternativa più performante e scalabile a Redis, con il vantaggio della compatibilità con l’ecosistema esistente.
MySQL ha rilasciato la versione 9, anche se con alcuni problemi iniziali relativi alla gestione di database con più di 8000 tabelle. Questa release, pur importante, suggerisce alle aziende di procedere con cautela nell’aggiornamento dei sistemi critici.
Prometheus ha lanciato la versione 3, la prima major release in sette anni, anche se ora compete con numerose alternative compatibili. Per gli utenti, questo significa la necessità di valutare attentamente l’ecosistema di monitoring nel suo complesso.
In questo panorama in continua evoluzione, Glue Labs si posiziona come partner strategico per aiutarti a navigare il complesso mondo dei database moderni. Ti forniamo:
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