E’ arrivato Angular 16! La nuova versione è la sintesi di numerosi miglioramenti all’esperienza di sviluppo ed alle performance applicative. Come sempre l’aggiornamento rende più funzionale e ricco il framework.
Per aggiornare alla versione 16 puoi visitare il sito update.angular.io che ti mette a disposizione un form da compilare indicando da quale versione migrare e ti indica cosa devi fare. Se hai bisogno di assistenza contattaci subito e senza impegno.
Nella versione 16 trova spazio un nuovo modello di reattività applicativa che porta significativi miglioramenti nelle performance e nell’esperienza di sviluppo. Oltre ad essere completamente compatibile con la precedente versione di Angular il nuovo modello fornisce:
Angular Signals è la libreria che ti permette di definire le reactive value e di esprimere le dipendenze tra di esse. Puoi approfondire le proprietà della libreria al seguente link.
Puoi “convertire” un segnale in un observable attraverso la funzione toObservable() e puoi fare il contrario attraverso la funzione toSignal(). Inoltre è stato introdotto un nuovo operatore takeUntilDestroy() per unire il ciclo di vita magari di un observable a quello di una component.
Il Server-side rendering è uno degli aspetti più richiesti dalla community ed attraverso la partnership con il team di Chrome Aurora, dalla versione 16, è disponibile la nuova full app non-destructive hydration che permette ad Angular di non effettuare il rendering dell’applicazione dall’inizio. Invece il framework cerca gli esistenti nodi DOM mentre sta costruendo la struttura interna e gli unisce con i listener. I vantaggi sono:
Puoi creare un nuovo progetto standalone dall’inizio attraverso:
ng new –standalone
così ottenendo un progetto semplice senza alcun NgModules e tutti i generatori produrranno directive, component e pipe esclusivamente standalone!
Viene utilizzato Vite in ng serve per il server di sviluppo ed esbuild potenzia sia l’ambito di sviluppo sia di produzione.
Oltre a questo viene introdotto il supporto per Jest per effettuare i test sul codice e migliorare la qualità di quanto sviluppato.
Infine trovano spazio alcune comodità per lo sviluppatore come:
Viene introdotta la capacità di effettuare il bind di parametri di routing al corrispondente input nella component. In pratica è possibile indicare alla rotta non solo i classici parametri di instradamento ma anche dettagliarli ulteriormente spingendosi fino alla singola funzione di input.
Nell’ottica della futura introduzione di Material 3 e di perseguire i concetti del Material Design vengono sempre più ridotte le componenti non-MDC affinchè dalla versione 17 non siano più disponibili. Pertanto occorrerà migrare quanto prima.
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